L’isola che non c’è
La sensazione di sentirsi in un luogo “estraneo ai casi della vita” si percepisce quando un mare di nuvole isola la montagna dalla pianura. Fa da confine. Le cime diventano isole. L’escursionista, l’alpinista, diventano naufraghi volontari
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Bellezza e lentezza
Noi montanari non siamo capaci di dipingere le nostre montagne con i colori delle relazioni giornalistiche. Ce le guardiamo in silenzio, da innamorati, magari rosicchiando piano piano un pezzo di formaggio. Ma la sella del Ghiacciaio superiore è qualcosa di tanto paurosamente bello che ogni volta che vi passo, e mi fermo a riprendere fiato, vorrei che quel povero pezzo di formaggio durasse in eterno.
Giovanna Zangrandi (da “Lo specchio verde” di Anna Lina Molteni-2023) con riferimento alla sella di Pradonego, da Pieve di Cadore
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Vita nuova nei piccoli borghi alpini
E’ da tempo in atto un progressivo spopolamento dei piccoli borghi alpini, con invecchiamento della popolazione attiva, abbandono dei terreni coltivati e incremento delle fasce boschive, senza lo sviluppo delle filiere agrosilvopastorali. Il rischio per i borghi alpini è la progressiva riduzione dei servizi essenziali (trasporti, sanità, istruzione, servizi generali) oltre al decadimento delle costruzioni adibite ad abitazione e ad attività commerciali e produttive. Ne conseguono la perdita di rilevanza economica delle stesse aree, lo sfruttamento non controllato del territorio e un progressivo dissesto idrogeologico. (continua a leggere)
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